…non si può dipingere un quadro ad olio
Spesso si sente il Maestro dire che nel Tài Jí non ci sono scorciatoie, oppure che è Gōng Fu.
Ciò che intende è che la pratica del Tài Jí richiede tanto tempo e tanto impegno che non lo si ottiene per ”magia”, “grazia”, “genetica” o tramite intelligenza artificiale… .
Non ci sono trucchi, segreti, o strumenti terzi per raggiungere la conoscenza.
Il Tài Jí è 道 Dào(via), il percorso è una meta, non ci sono tappe (o cinture) da raggiungere.
Nei dieci principi fondamentali uno dice: cercare la calma nel movimento, e vedendo l’entusiasmo del nostro Maestro mentre spiega a volte con determinazione ma sempre lieto di farlo, trasuda la passione e la voglia di condividere qualcosa di bello.
Ovviamente la pittura non piace a tutti, c’è chi preferisce la scultura, o la musica. Ma non c’è un’Arte migliore, in assoluto, c’è quella che ti fa stare bene.
Spesso proviamo ad ottenere il Tài Jí cercando di capirlo con la logica, la fisica, la matematica o, col misticismo “cosmico”, ma purtroppo non è possibile. Sarebbe come se volessimo apprezzare un quadro ad olio con la logica Matematica, non è una questione se ciò sia possibile o meno, la questione è che la bellezza la si apprezza e basta, investire tempo per cercare di giustificarla è tempo tolto al gioirne.
Relativamente alle tappe ha specificato durante lo stage di Lignano che non si pratica Tài Jí per avere un consenso da altri, ma per un interesse personale, che un “bravo” può essere relativo al miglioramento giornaliero ma non un traguardo, dato che finché viviamo possiamo imparare.
Vi auguro a tutti di avere un Arte come la mia da poterne godere.
Antonio




