Riflessioni sulla Scuola ed il Maestro

Foto istruttore

Riflessioni di Loris Cappellari

Il M° Shi Rong Hua (VI Dan riconosciuto dalla Repubblica Popolare Cinese e Discepolo del Gran Maestro Wang Xian) sta seguendo in modo sempre più deciso una direzione di studio particolare: la sua attenzione è oramai da anni rivolta allo studio delle forze “sottili” che governano le arti marziali interne.
Questo rende il suo kung fu non solo efficace ma anche molto raffinato e completo.
Le conoscenze a cui attinge si possono trovare nei rari maestri cinesi, spesso molto anziani, che riescono a spostare persone senza sforzo o a farle saltellare al solo tocco.
Tale studio si è manifestato storicamente già al periodo della famiglia Yang nella Città Proibita.

Nessuno saprà mai se il cuore degli insegnamenti sia stato ricavato dalle conoscenze della famiglia Chen piuttosto che da Jiang Fa come vorrebbero alcuni o se, intuito e sviluppato dagli antichi praticanti.
È noto che alcune qualità si sono manifestate e sono state coltivate prima nella famiglia Yang per poi allargarsi a quella Wu; sempre e in ogni caso da parte di rarissimi maestri che sono riusciti ad emergere rispetto alla moltitudine di praticanti.
Shi Rong Hua si inserisce pienamente nel contesto dei praticanti avanzati che dimostrano delle capacità in tal senso.
Ovviamente va detto e, subito sottolineato, che certe sue dimostrazioni sono frutto di un enorme lavoro sulle forze e sulle abilità che caratterizzano il Tai Ji Quan e nulla hanno a che fare con aspetti “metafisici”.

L’obiettivo che ci dobbiamo prefiggere non è facile: sentire e riuscire a gestire le forze che presiedono la nostra Arte, superare il concetto di tecnica per avere una conoscenza vera e profonda dell’essenza della disciplina.
Non sappiamo se mai qualcuno di noi riuscirà nella impresa, certo è che gli stimoli che il maestro ci sta dando sono enormi.
Durante gli ultimi seminari, attraverso i suoi insegnamenti , il Maestro ha suggerito che molte delle cose che ci mostrava per indirizzare e rendere più chiara la direzione del nostro studio non erano spiegabili, ma che poteva farcele “sentire”, in più modi e con diverse sfumature.
E in questo si è dimostrato particolarmente “generoso”.
Per noi che abbiamo toccato con mano e abbiamo “sentito”, le sue capacità ci sono apparse come il frutto di un duro lavoro e di una visione coerente, profonda e “interna” del Tai ji Quan.